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L' Aler, ovvero Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, di Milano ha assunto tale denominazione in attuazione della legge della Regione Lombardia n. 13 del 1996 che ha trasformato in azienda vera e propria gli Istituti Autonomi Case Popolari.

A Milano questo Istituto era stato costituito il 12 agosto 1908. In questi cento anni e più di attività costruttiva, l'Istituto ha realizzato un patrimonio abitativo pubblico che non ha pari in altre aziende europee del settore: circa 72.000 sono gli alloggi tuttora di proprietà e altrettanti alienati nel periodo.

Chi abita nelle case di edilizia pubblica a Milano e provincia conosce bene la storia dell’Aler, o meglio, conosce bene la storia del proprio quartiere. Ma l’ex Istituto ha costruito in oltre cento anni ben 170 quartieri (uno più uno meno) nella sola città di Milano, metà dei quali sono rimasti in carico all’Azienda di oggi.È calcolato che nei nostri alloggi vivano almeno 350.000 persone, ognuno con la propria vita, ognuno con una propria storia. La storia dell’Aler, quindi, non può passare inosservata perché è anche la storia della nostra città. Pertanto valeva la pena raccontarla. E noi lo abbiamo fatto con un libro e una mostra, senza nessun intento celebrativo ma al solo ed unico scopo di far conoscere a tutti, anche ai più riottosi, cosa ha fatto, sta facendo e intende fare l’Azienda.Abbiamo dato alle stampe un volume dove in 200 pagine viene raccontato per mezzo di fotografie ciò che in quasi un secolo di vita ha fatto quest’Azienda, dove hanno lavorato tutti i migliori architetti d’Italia che, a onor del vero, hanno dato qualcosa di estremamente interessante a livello di edilizia pubblica per il periodo nel quale operavano: penso, ad esempio, ai primi bagni in casa, ai lavatoi all’interno dello stabile, ai luoghi di aggregazione sociale per gli inquilini, al tantissimo verde che ha caratterizzato praticamente tutti gli stabili. Un grande merito sociale l’ex Iacp l’ha avuto nella febbrile opera di costruzione attuata sia durante le due guerre, sia negli anni Cinquanta e Sessanta che hanno assorbito il grande fenomeno dell’immigrazione evitando alla città di Milano il degrado delle baraccopoli che hanno invece caratterizzato in quei periodi tutte le metropoli europee.Un volume che ha incontrato l’entusiasmo dei dirigenti della prestigiosa Casa editrice dell’Electa, conosciuta in tutto il mondo per i suoi libri di architettura, i quali si sono impegnati a venderlo ovunque e a presentarlo in tutte le manifestazioni librarie che si fanno ogni anno nei cinque continenti.Per restare però nel nostro alveo di nascita e di crescita, ovvero Milano, il 28 gennaio viene inaugurata, al Palazzo delle Stelline di corso Magenta, una grande mostra fotografica che ripercorre la stessa storia, che altri non è che la storia di chi abita nelle case pubbliche. La vostra storia. Proprio per questo la mostra, il cui ingresso è gratuito, resta aperta fino al 22 febbraio tutti i giorni, sabato e domenica compresi, proprio perché tutti la possiate vedere.Qualcuno a questo punto obietterà: ma con le case da ristrutturare voi fate una mostra celebrativa? Rassicuro subito tutti che i costi del libro e della mostra sono interamente sostenuti dalla Presidenza della Giunta Lombardia e dalla Banca Popolare di Sondrio.Poi, che il nostro intento, come già detto all’inizio, non è per nulla celebrativo ma puramente conoscitivo: una conoscenza legata proprio al fatto che oggi le case metà sono già state ristrutturate e le altre stanno per essere sistemate. Ho ripetuto fino alla noia (e spero di non doverlo ricordare più) che l’eredità ricevuta è stata pesantissima: ma ci siamo rimboccati le maniche.Ricordo che l’Aler, come Azienda in sostituzione dell’ex Iacp, è stata istituita nell’estate del 1996 e che questo Consiglio di Amministrazione è in carica solo dall’aprile 1997.E ci siamo subito rimboccati le maniche, poiché in neppure tre anni è stato ristrutturato circa il 50% del patrimonio (che ammonta in totale a 73.000 alloggi), aprendo più di 350 cantieri e facendo un investimento di quasi mille miliardi. E non è finita poiché altri cantieri si sono aperti in questi giorni e se ne apriranno tanti altri entro la prossima primavera. Proprio in questi giorni si sta risolvendo il problema dei collaudi degli ascensori; al contempo, è stata trovata una soluzione per agevolare il recupero della morosità, che alla fine del 1998 era di circa 139 miliardi, mentre prosegue alacremente il lavoro per il monitoraggio porta a porta degli alloggi di proprietà.È nostra ferma intenzione, infatti, mantenere gli impegni presi in tutti i quartieri di Milano e provincia portando a termine il risanamento di tutto il patrimonio: il processo di riqualificazione ambientale, con interventi articolati e mirati, è già in atto ma pare che qualcuno tutto ciò non lo veda. Certo, sarebbe auspicabile che quello edilizio andasse di pari passo con il risanamento sociale: ma su questo tema non siamo i soli a dovere e potere intervenire. Tutte le Istituzioni interessate sanno che c’è la nostra piena volontà e disponibilità a collaborare attivamente per una definitiva e positiva soluzione del problema.Ma, per cortesia, non si dica che non è stato fatto nulla: Milano e la provincia sono ormai pieni di esempi.

In fase produttiva, l'Azienda ha fornito uno straordinario contributo nei periodi di maggior sviluppo della città di Milano mediante la costruzione dei primi quartieri operai e la realizzazione di grandi quartieri periferici in occasione della straordinaria immigrazione degli anni 1950/1970, evitando alla città, con grande sforzo tecnico e produttivo, le "baracche" conosciute in altre metropoli. Inoltre, è bene ricordare che l'Azienda milanese, avvalendosi della collaborazione dei più noti architetti di ogni epoca, ha dato vita ad una serie di sperimentazioni di opere architettoniche vere e proprie. Fin dalla sua fondazione promosse l'attuazione di grandi fabbricati a cortile chiuso e a cortile aperto, così come si edificarono le prime casette a schiera di due piani con locali sovrapposti, dedicando alle aree verdi il massimo spazio a disposizione per ogni agglomerato, tanto che ben pochi altri stabili milanesi hanno una metratura condominiale così ampia.

Tra le due Grandi Guerre l'allora Istituto dedicò la propria opera costruendo anche alloggi per i reduci dai vari fronti di guerra, per la piccola borghesia e le classi medie, oltre che per famiglie di operai. E, fin dall'inizio, ci furono studi sulle planimetrie per trovare soluzioni architettoniche di alto interesse ma a costi contenuti. E non ha mai smesso.

Dagli anni cinquanta in poi, per esempio, l'Azienda ha attuato le prime esperienze italiane di progettazione e realizzazione coordinata di quartieri autosufficienti dotati di infrastrutture e servizi. Un ruolo primario l'ex Istituto lo ha avuto anche nell'applicazione su vasta scala di nuove tecnologie edilizie, quali i sistemi di prefabbricazione pesante con ben 25.000 alloggi realizzati in periodi di straordinaria necessità abitativa per Milano.

Lo stesso dicasi per la professionalità e l'esperienza tecnica che ha permesso di sperimentare nuove tecnologie impiantistiche quali l'impiego del solare e l'esercizio di grandi centrali di quartiere. Dal 1970 si è esaurita la grande fase costruttiva, dedicando all'edificazione solo alcuni esempi nei Comuni della Provincia di Milano. Con la trasformazione da Istituto ad Azienda economica, l'Aler si è da subito impegnata in uno straordinario sforzo di riqualificazione dei quartieri negli aspetti edilizi, ambientali e sociali.

Questo ha permesso all'Aler di fare, in poco più di due anni, investimenti per oltre 1000 miliardi di lire, aprendo nella metropoli lombarda più di 350 cantieri. Altrettanto, sia in termini di investimenti sia in cantieri, è previsto per il prossimo biennio, dove, con il sostegno della Regione Lombardia, non solo vedranno la luce 400 nuovi alloggi, ma si terranno in particolare attenzione le esigenze di chi abita nelle case di edilizia residenziale pubblica, di cui oltre il 50 per cento appartiene a una popolazione anziana. Anche l'Aler di Milano, quindi, segue il processo di trasformazione delle città e dei nuovi modi di abitare, un tema attuale e comune a molte realtà europee.

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