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BIPPI, acronimo di B's Independent Pro-Peace Initiative, è un'iniziativa senza scopo di lucro nata ufficialmente nell'agosto 2004 dal lavoro di alcuni volontari di vari Paesi, con lo scopo di informare in maniera indipendente, completa e neutrale sui conflitti in corso nel mondo.

Lo scopo di BIPPI è lavorare per l'educazione ad una cultura di pace con giovani e meno giovani.

L'obiettivo principale di BIPPI è costruire e gestire un sito internet liberamente accessibile in varie lingue che presenti un dossier su ogni conflitto in corso nel mondo, con documenti originali, storia, interviste, collegamenti e ogni aiuto possibile per poterne sapere sempre di più, attraverso un approccio neutrale e giusto.

Dal febbraio 2008 è attivo il BIPPIblog in 3 lingue, una pagina interattiva sull'educazione alla cultura della pace.

L'Educazione alla Cultura della PaceModifica

La Dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace, adottata dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 12 novembre 1984 durante la 57ma Seduta plenaria, sottolinea che:

"per garantire l'esercizio del diritto dei popoli alla pace, è indispensabile che la politica degli stati tenda alla eliminazione delle minacce di guerra, soprattutto di quella nucleare, all'abbandono del ricorso alla forza nelle relazioni internazionali e alla composizione pacifica delle controversie internazionali sulla base dello Statuto delle Nazioni Unite."

Ma questa appare oggi una visione assolutamente riduttiva del problema. Dall'insegnamento di Gandhi e attraverso le parole di Martin Luther King e gli scritti di Johan Galtung, si è fatta strada l'idea di una pace positiva [1], considerata non semplicisticamente come assenza di guerra bensì come presenza di condizioni di giustizia reciproca tra i popoli che permettano a ciascun popolo il proprio libero sviluppo in condizioni di auto-governo.

In queste condizioni, la pace è molto più che il risultato di trattati tra governi o di accordi tra persone potenti, come molti credono. La pace risulta dal modo in cui un popolo si relaziona con un altro popolo, nel rispetto dei reciproci diritti e doveri riconosciuti dalla comunità internazionale. Non è quindi la forma di governo che garantisce la pace, né tantomeno un insieme di trattati o un accordi internazionali. Essa è garantita solo ed esclusivamente dal comportamento e dalle scelte degli individui che insieme costituiscono il comportamento e le scelte di un popolo.

Di qui nasce la necessità di una cultura della pace intesa come conoscenza diffusa e consapevole dei fattori tutti che contribuiscono a creare condizioni di giustizia reciproca tra i popoli.

Il concetto di Cultura della Pace fu formulato al Congresso Internazionale sulla Pace in Costa d'Avorio nel 1989. Il Congresso raccomandò all'UNESCO di lavorare per costruire una nuova visione della pace basata sui valori universali di rispetto per la vita, la libertà, la giustizia, la solidarietà, la tolleranza, i diritti umani e l'uguaglianza tra uomo e donna.

Negli anni seguenti si tennero forum e convegni internazionali per sollecitare ONG, associazioni, giovani e adulti, media nazionali e locali e leader religiosi attivi per la pace, la non-violenza e la tolleranza a diffondere in tutto il mondo una Cultura della Pace.

Il 13 settembre 1999 l'Assemblea Generale dell'ONU approvò la risoluzione 53/243 adottando con essa la Dichiarazione per una Cultura della Pace [2]

Educare se stessi alla cultura della pace [3], informandosi e prendendo consapevolezza dei problemi e delle scelte da fare per risolverli, è il dovere di tutti coloro che, nelle varie forme culturali e associative, esprimono una volontà di contribuire alla costruzione della pace nel mondo.

Note Modifica

  1. La pace positiva è l'assenza di ogni forma di violenza strutturale, di quella violenza cioè, più o meno nascosta, subdola, indiretta, ma non per questo meno grave o lesiva, che caratterizza i rapporti sociali ed economici, che opprime l'individuo, viola i diritti fondamentali e impedisce di esprimere pienamente le potenzialità personali. In definitiva la pace positiva coincide con l'assenza di ingiustizia sociale e più in generale, di sfruttamento umano. ARIETE
  2. Archivio delle Nazioni Unite
  3. Commissione Italiana per l'UNESCO

Collegamenti esterni Modifica

Fonti Modifica




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