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Diritti umani in Russia

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Difensori dei diritti umani, avvocati e giornalisti sono stati minacciati e aggrediti e alcuni di loro sono stati uccisi. Per questi crimini è rimasto un clima di impunità, poiché la polizia non ha indagato in modo efficace. Sono aumentate le segnalazioni di violazioni dei diritti umani nel Caucaso del Nord. In un certo numero di casi, sospetti criminali sono stati presumibilmente sottoposti a tortura e altri maltrattamenti per estorcere loro confessioni. Le autorità russe non hanno indagato in modo approfondito in merito alle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate nell'agosto 2008, durante il conflitto con la Georgia. C'è stata una costante preoccupazione per il mancato rispetto degli standard di equità processuale. Esponenti governativi si sono espressi pubblicamente contro il razzismo, ma aggressioni di stampo razzista hanno continuato a verificarsi regolarmente. Nel mese di novembre la Corte costituzionale ha deciso a favore della completa abolizione della pena di morte.

ContestoModifica

Il governo ha espresso l'intenzione di combattere la corruzione. A dicembre, il presidente Dmitry Medvedev ha ordinato la riforma del ministero dell'Interno, in risposta alla rabbia dell'opinione pubblica per gli abusi della polizia. A febbraio, l'Esame periodico universale delle Nazioni Unite ha valutato la situazione dei diritti umani nella Federazione Russa. Hanno destato preoccupazione i recenti omicidi di giornalisti, la mancanza d'indipendenza della magistratura, i reati causati da estremismo e istigazione all'odio, nonché la situazione nel Caucaso del Nord.

Insicurezza nel Caucaso del NordModifica

Da Cecenia, Inguscezia e Dagestan sono continuate a pervenire segnalazioni di uccisioni illegali, esecuzioni extragiudiziali, uso eccessivo della forza, sparizioni forzate, tortura e altri maltrattamenti durante la detenzione e detenzioni arbitrarie. Gruppi armati hanno ucciso funzionari del governo, mentre attentatori suicidi hanno provocato la morte di agenti delle forze di sicurezza e civili. Le vittime di violazioni dei diritti umani non hanno denunciato gli abusi subiti per timore di ritorsioni.

CeceniaModifica

Nel mese di aprile il governo russo ha annunciato la fine dell'Operazione antiterrorismo, ma sono continuate le segnalazioni di gravi violazioni dei diritti umani, in special modo sparizioni forzate. Non è ancora stato compilato un elenco completo di tutti gli scomparsi a partire dal 1999. L'inchiesta sulle fosse comuni da parte delle autorità è stata inefficace, priva di procedure sistematiche e di adeguati strumenti di medicina legale. Famiglie di sfollati sono state sgomberate dalle loro abitazioni temporanee, senza avere adeguati alloggi alternativi o indennizzi. Sono stati segnalati episodi di distruzione di proprietà appartenenti a famiglie di presunti membri di gruppi armati.

Le autorità russe non hanno svolto indagini efficaci sulle violazioni accertate dalla Corte europea dei diritti umani. Coloro che avevano presentato esposti alla Corte hanno subito intimidazioni e molestie.

  • A luglio, Natalia Estemirova, del centro per i diritti umani Memorial di Grozny, è stata rapita davanti alla sua abitazione e uccisa. Il suo corpo, che presentava ferite di arma da fuoco, è stato in seguito ritrovato nella vicina Inguscezia.
  • Ad agosto, nel bagagliaio di un'auto a Grozny sono stati trovati i cadaveri degli attivisti per i diritti umani Zarema Sadulayeva e Alik (Umar) Dzhabrailov, suo marito. Entrambi erano stati uccisi a colpi di arma da fuoco. Zarema Sadulayeva era a capo di una Ngo locale, Salviamo la generazione, che aiutava i bambini feriti durante il conflitto armato in Cecenia. Nel mese di ottobre le autorità hanno dichiarato che l'obiettivo del sequestro era Alik Dzhabrailov, ma che la moglie aveva insistito per andare con lui.
  • Ad ottobre, l'operatrice sociale Zarema Gaisanova è stata prelevata dalla sua abitazione di Grozny. I pubblici ministeri hanno riferito alla madre che la donna era viva ma che non potevano incontrarla. La televisione cecena ha diffuso la notizia che il presidente ceceno Ramzan Kadyrov aveva condotto un'operazione il cui obiettivo erano oppositori combattenti, che si trovavano in un edificio vicino alla casa di Zarema Gaisanova.

IngusceziaModifica

Il fallito attentato di giugno contro il presidente inguscio Yunus-Bek Yevkurov, ritenuto in grado di esercitare un'influenza moderatrice nella più instabile delle repubbliche russe del Caucaso, ha sollevato timori di un aumento della violenza.

  • A maggio, sono iniziate le udienze al tribunale municipale di Nazran per l'omicidio, avvenuto nell'agosto 2008, di Magomed Evloev, figura di spicco dell'opposizione al precedente governo e proprietario di un sito web indipendente in Inguscezia. Nel mese di dicembre, un agente di polizia è stato riconosciuto colpevole di aver causato la sua morte per negligenza e condannato a due anni di reclusione.
  • A ottobre, Maksharip Aushev, un amico di Magomed Evloev, anch'egli oppositore del precedente governo e gestore del sito web di Magomed Evloev, dopo la morte di quest'ultimo, è stato ucciso mentre viaggiava nella vicina repubblica di Kabardino-Balkaria. A dicembre hanno perso la vita anche la suocera e il cognato di Maksharip Aushev, a causa dell'esplosione di un'auto sulla quale viaggiavano insieme alla sua vedova e altri parenti.

Giornalisti che avevano tentato di segnalare casi di tortura e uccisioni illegali sono stati minacciati e hanno dovuto lasciare l'Inguscezia. Gruppi armati hanno indiscriminatamente ucciso civili, anche in attacchi suicidi. Sono pervenute segnalazioni di commercianti uccisi da gruppi armati per aver venduto bevande alcoliche. Dagestan

In un clima di elevata violenza e illegalità, difensori dei diritti umani e giornalisti sono stati minacciati o uccisi e hanno continuato a essere segnalate sparizioni e torture.

  • Ad agosto, l'ufficio della Ngo Madri del Dagestan per i diritti umani è stato distrutto in un sospetto incendio doloso. Nello stesso mese a Makhachkala, capitale del Dagestan, sono stati distribuiti volantini che reclamavano vendetta contro Svetlana Isaeva e Gulnara Rustamova, due appartenenti alla stessa Ngo, e contro altri attivisti per i diritti umani e giornalisti dagestani, accusati di essere membri di gruppi armati illegali. L'inchiesta penale sulle minacce, avviata a ottobre, si è rivelata inefficace. Le autorità non hanno adottato misure per proteggere i membri della Ngo.
  • Sempre ad agosto, il corpo di Malik Akhmedilov, un giornalista investigativo che aveva scritto articoli sugli omicidi irrisolti di alcuni funzionari del Dagestan, è stato trovato in un'auto a Makhachkala. Il cadavere presentava ferite di arma da fuoco.
  • Ancora in agosto, Artur Butaev, Islam Askerov e Arsen Butaev sono stati rapiti e, secondo le testimonianze, picchiati e maltrattati mentre venivano interrogati in un edificio non identificato. Islam Askerov e Arsen Butaev sono riusciti a scappare e si sono nascosti. Tre giorni dopo, vicino a Makhachkala, in un'automobile bruciata sono stati ritrovati i corpi di Artur Butaev e altri due uomini, Gadzhi Gudaliev e Amiraslan Islamov.

Kabardino-BalkariaModifica

  • A febbraio, la Corte suprema ha stabilito che, secondo la nuova legislazione, il processo a 58 persone accusate di un attentato nell'ottobre 2005 contro edifici pubblici a Nalchik, doveva celebrarsi senza una giuria. Nel mese di marzo il processo è iniziato dinanzi alla Corte suprema di Kabardino-Balkaria. Secondo quanto riferito, la salute di parecchi detenuti si era deteriorata a causa delle dure condizioni di detenzione preventiva e della mancanza di cure mediche. Secondo il suo avvocato, al detenuto Rasul Kudaev è stato negato il trattamento medico per l'epatite C. Sono state ignorate le richieste del suo legale volte all'esclusione dalle prove dibattimentali delle dichiarazioni presumibilmente estorte con tortura o costrizione. Rasul Kudaev era stato precedentemente detenuto nella base navale Usa di Guantánamo Bay, a Cuba.

Conflitti armatiModifica

Un rapporto della Missione d'inchiesta internazionale indipendente sul conflitto in Georgia, commissionato dall'Unione europea e pubblicato a settembre, ha confermato che nel 2008 le forze georgiane, russe e dell'Ossezia del Sud commisero violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale e ha chiesto a tutte le parti del conflitto di affrontare le conseguenze della guerra. A fine anno, nessuna delle parti in causa aveva condotto indagini approfondite sulle violazioni avvenute durante il conflitto del 2008 e nel periodo immediatamente successivo. È persistita una generale mancanza di riconoscimento delle responsabilità e non sono stati compiuti sforzi sufficienti per condurre dinanzi alla giustizia i perpetratori.

Libertà di espressione e difensori dei diritti umaniModifica

Emendamenti alla legge sulle Ngo, entrati in vigore nel mese di agosto, hanno alleggerito le procedure di registrazione, ispezione e segnalazione. Tuttavia, la normativa che regola le organizzazioni della società civile lascia spazio a possibili abusi.

Sono continuate le minacce alla società civile indipendente, in particolare, ma non solo, nel Caucaso del Nord. In tutta la Federazione Russa, difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti dell'opposizione sono stati sottoposti ad aggressioni e minacce. Alcuni sono stati uccisi. Le indagini su tali attacchi e intimidazioni non sono state adeguate. Funzionari hanno accusato difensori dei diritti umani e Ngo di essere sostenitori dell'"estremismo" o di lavorare per conto di servizi segreti stranieri. Grazie alle norme della legge contro le attività estremiste, le forze di polizia hanno agito allo stesso modo nei confronti sia degli oppositori violenti, sia dei dissidenti pacifici. Il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani, durante l'esame della conformità della Russia al Patto internazionale sui diritti civili e politici, ha sollevato preoccupazioni circa la mancanza di protezione di difensori dei diritti umani e giornalisti.

  • A gennaio, l'avvocato e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov e la giornalista di Novaya Gazeta Anastasia Baburova sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco nel centro di Mosca. Due sospettati sono stati arrestati nel mese di novembre.
  • A febbraio una giuria ha assolto tutte le persone incriminate per l'omicidio della giornalista Anna Politkovskaya, avvenuto nel 2006. A settembre, la Corte suprema ha ordinato una nuova inchiesta a seguito di un appello della sua famiglia. La nuova inchiesta ha unito l'azione legale contro i tre presunti complici dell'omicidio, alla ricerca dei mandanti e degli esecutori materiali del delitto.
  • A marzo, il difensore dei diritti umani Lev Ponomarev è stato preso a calci e picchiato da tre uomini vicino alla sua casa di Mosca.
  • A ottobre, in una causa civile per diffamazione, il tribunale distrettuale Tverskoi di Mosca ha condannato al pagamento di una multa Oleg Orlov, presidente del centro per i diritti umani Memorial, per aver diffamato il presidente ceceno Ramzan Kadyrov, accusandolo di responsabilità per l'omicidio dell'attivista per i diritti umani Natalia Estemirova, avvenuto a luglio. A fine anno, erano ancora pendenti i ricorsi di entrambe le parti, presentati contro la sentenza e contro l'importo del risarcimento. Sempre in ottobre, è stata avviata una causa penale per diffamazione contro Oleg Orlov, sulla base delle stesse prove e punibile con la reclusione fino a tre anni.
  • A maggio, Aleksei Sokolov, dirigente di una Ngo che opera contro la tortura e i maltrattamenti nelle carceri e nei centri di detenzione, è stato arrestato, a quanto sembra, perché sospettato di aver preso parte a una rapina nel 2004. A luglio, il tribunale regionale di Sverdlovsk ha ordinato il suo proscioglimento e rilascio. Tuttavia, la polizia lo ha immediatamente riarrestato, a quanto pare accusandolo di un altro reato. Ad agosto, durante un'udienza a porte chiuse, il tribunale distrettuale di Ekaterinburg ne ha ordinato la custodia cautelare argomentando che, come membro della commissione regionale per il controllo pubblico dei luoghi di detenzione, avrebbe potuto incontrare e influenzare gli uomini condannati per la rapina del 2004. Tra numerose violazioni procedurali, la sua detenzione è stata prorogata fino al 2010.

Il diritto alla libertà di riunione è stato limitato per i membri dell'opposizione politica e gli attivisti per i diritti umani. Diverse persone sono state condannate a periodi di detenzione amministrativa solo per aver tentato di esercitare il diritto alla libertà di riunione. Le autorità di Mosca hanno ripetutamente negato il permesso di svolgere dimostrazioni a sostegno del diritto alla libertà di riunione e hanno arrestato e multato decine di persone che avevano tentato di organizzare manifestazioni pubbliche.

  • A gennaio, quattro esponenti della coalizione di opposizione l'Altra Russia sono stati arrestati dalla polizia a Nizhnii Novgorod e condannati a cinque giorni di detenzione amministrativa, a quanto pare con l'unico scopo di impedire loro di partecipare a una manifestazione che doveva svolgersi tre giorni dopo il loro arresto. Né i verbali di polizia né i rapporti delle udienze del tribunale hanno fornito informazioni specifiche circa le accuse nei loro confronti.
  • A maggio, le autorità di Mosca hanno vietato il corteo del Gay Pride, senza fornire alcuna data o ubicazione alternativa, come richiesto dalla legge. In seguito, la polizia ha detenuto per un breve periodo varie persone che avevano cercato comunque di formare il corteo, nonché alcuni contromanifestanti.
  • A ottobre, l'attivista dell'opposizione Eduard Limonov è stato condannato a 10 giorni di reclusione, a quanto pare per essersi rifiutato di obbedire agli ordini della polizia durante una manifestazione non autorizzata.

In un tale clima di intolleranza per le opinioni indipendenti, la libertà di espressione è stata ridotta anche nelle arti e nelle scienze.

  • Nel mese di luglio è iniziato il processo contro Yuri Samodurov, già direttore del Museo Sakharov di Mosca, e Andrei Yerofeev, un curatore artistico, incriminati per istigazione all'odio, reato che prevede una pena detentiva fino a cinque anni. Essi sono stati accusati di aver organizzato a Mosca nel 2007 un'esposizione di opere, respinte da altre gallerie, che promuovevano il dibattito sulla libertà e l'arte.

Tortura e altri maltrattamentiModifica

Le commissioni regionali per il controllo pubblico dei luoghi di detenzione hanno iniziato le attività a partire da gennaio. Esse sono state istituite in varie regioni della Russia a seguito dell'adozione di una specifica norma nel settembre 2008. Sono pervenute diffuse segnalazioni di tortura o altri maltrattamenti nei luoghi di detenzione, compreso il rifiuto di prestare assistenza sanitaria. In pochi casi agenti delle forze di polizia sono stati condannati per abuso d'ufficio in relazione a tali denunce. Tuttavia, le autorità spesso non hanno indagato in modo efficace su tali violazioni.

  • Secondo quanto riferito, nei mesi di febbraio e aprile, Zubair Zubairaev, di etnia cecena, è stato picchiato e maltrattato dagli agenti di custodia di una colonia penale, nella regione di Volgograd. Durante una visita ad aprile, il suo avvocato ha visto i segni delle percosse sulle spalle e sul petto. Non gli è stata fornita assistenza medica e le ferite da lui riportate non sono state registrate. Probabilmente a seguito delle sue lamentele per il trattamento subito, Zubair Zubairaev è stato trasferito in un'altra colonia.
  • A novembre, l'avvocato Sergei Magnitskii è morto in custodia cautelare a Mosca. Un'inchiesta penale sul decesso è stata avviata a seguito di informazioni secondo cui gli erano state negate le cure mediche.

Processi iniquiModifica

I procedimenti giudiziari spesso non hanno rispettato gli standard internazionali di equità processuale. In alcuni casi è stato espresso il timore che il modo di trattare i sospettati fosse motivato politicamente. Nel mese di settembre, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha chiesto alla Federazione Russa, tra le altre cose, di adottare riforme per aumentare l'indipendenza della magistratura e di porre fine alla persecuzione degli avvocati della difesa.

  • A febbraio, l'ex proprietario della compagnia petrolifera Yukos, Mikhail Khodorkovski, e il suo ex collega Platon Lebedev, entrambi in carcere nella città di Chita, dopo la condanna del 2005 a otto anni di reclusione per evasione e frode fiscale, sono stati trasferiti dalla custodia cautelare per essere processati in base a nuove imputazioni di riciclaggio di denaro e appropriazione indebita. Il nuovo processo è iniziato a Mosca a marzo, facendo temere che non sarebbe stato conforme agli standard internazionali del giusto processo e che l'ulteriore incriminazione potesse avere motivazioni politiche. Sembra inoltre che siano stati violati i diritti dei due imputati ad avere tempo e strumenti adeguati per la preparazione della difesa per il nuovo processo.

RazzismoModifica

Le autorità hanno riconosciuto la violenza a sfondo razziale o etnico come "minaccia alla sicurezza nazionale". Tuttavia, deve ancora essere attuato un programma efficace di azione per contrastare la violenza e la discriminazione a sfondo razziale da parte delle forze di sicurezza.

Secondo la Ngo Centro Sova, nel corso dell'anno almeno 71 persone sono morte e oltre 330 sono rimaste ferite in 36 regioni della Russia, a causa di aggressioni a sfondo razziale. Attivisti antirazzismo sono anche stati presi di mira da gruppi di destra.

  • A novembre, il ventiseienne Ivan Khutorskoi è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco vicino alla sua abitazione. Egli aveva preso parte a una serie di azioni pubbliche antifasciste ed era stato minacciato e aggredito da persone non identificate.

Secondo le statistiche del ministero dell'Interno, nei primi quattro mesi dell'anno 105 persone sono state accusate o poste sotto inchiesta per reati "di estremismo", che comprendono casi di omicidio a sfondo razziale.

Pena di morteModifica

Nel mese di novembre la Corte costituzionale ha deciso di estendere la moratoria decennale sulle esecuzioni e ha raccomandato l'abolizione della pena di morte. La scadenza della moratoria era fissata al momento in cui tutte le regioni avessero introdotto i processi con giuria, introduzione prevista per il gennaio 2010. La Corte ha dichiarato che il cammino verso la completa abolizione era irreversibile.

Violenza contro donne e ragazzeModifica

Ricerche di Ngo hanno rivelato l'ampia diffusione della violenza contro le donne all'interno della famiglia. Il governo non ha pubblicato statistiche ufficiali, né fornito sostegno adeguato ai centri di crisi e alle linee telefoniche di aiuto. In tutto il paese, le case rifugio per le donne in fuga dalla violenza domestica erano soltanto 20. Molte di esse erano aperte solo alle donne residenti nella regione, compreso l'unica casa rifugio di Mosca, che poteva ospitare soltanto 10 donne. Nessun provvedimento giuridico è stato specificamente indirizzato a contrastare la violenza contro le donne all'interno della famiglia.

Galleria immaginiModifica

Collegamenti esterniModifica

http://www.amnesty.it/Rapporto-Annuale-2010/Russia

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