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Esercito della Salvezza

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Bandiera dell'Esercito della Salvezza

L'Esercito della Salvezza (ingl. Salvation Army) è un'organizzazione religiosa cristiana di stampo metodista, fondata a Londra nel 1865 da William Booth con lo scopo di diffondere il cristianesimo e portare aiuto ai bisognosi. Secondo il suo fondatore lo scopo dell'Esercito della Salvezza è dimostrare che è possibile e necessario, in un mondo vocato al materialismo, vivere un cristianesimo visibile, gioioso ed attivo.

L'associazione ha ramificazioni in vari paesi del mondo. La sede italiana è a Roma. dove è presente un ambulatorio medico organizzato e gestito dal 1997 da un medico volontario Dr Roberto Gelibter e aperto due volte la settimana [1]. Nel 1865 il reverendo William Booth lascia il ramo della chiesa metodista (Methodist New Connexion) nella quale era ministro per iniziare un’opera evangelistica nei bassifondi di Londra.

Dopo una decina d’anni di risultati altalenanti, nel 1878 la Missione cristiana assume il suo nome attuale, iniziando uno sviluppo esponenziale che in pochi decenni la porta a diffondersi in decine di nazioni, tanto che nel 1912, alla morte di William Booth, l’Esercito della Salvezza è presente in più di 50 paesi.

Il successo dell’Esercito della Salvezza è dovuto principalmente alla sua originalità. L’organizzazione, la disciplina, la mobilitazione e lo spirito di corpo, tipici di una struttura militare, si rivelarono caratteristiche ideali per il tipo di opera alla quale William Booth ed i suoi primi collaboratori si sentivano chiamati, ovvero "salvare anime". I primi culti dell'organizzazione furono una sorta di riunioni informali, con liturgie semplici e predicazioni centrate sul ravvedimento e la conversione. William Booth non aveva nessuna intenzione di fondare una nuova denominazione: voleva che le persone, una volta libere dal peccato, tornassero a frequentare le loro comunità. Ma dopo alcuni rifiuti al ritorno alle rispettive comunità, sia per volontà sia per tema di non esservi bene accolti, Booth capì che l'Esercito della Salvezza, pur restando missionario ed evangelistico, necessitava di diventare un movimento stabile, con ordini e regolamenti identici per tutti i salutisti del mondo.

Nel 1887 l’Esercito della Salvezza arrivò in Italia. Dopo un inizio difficile a Roma, grazie al Maggiore James Vint, l’opera ripartì stabilmente nel 1890 da Luserna San Giovanni, nelle valli valdesi, in seguito al lavoro del Colonello Fritz Malan. In pochi anni l’Esercito della Salvezza si diffuse nelle principali città italiane (1893 a Torino, 1894 a Firenze, 1897 a Livorno, 1898 a Milano, 1899 a Venezia e Bologna) fino all'inizio del periodo fascista, che portò alla chiusura di alcune sale di culto nel 1935, alla soppressione del “Grido di Guerra” (l’organo ufficiale dell’Esercito) nel 1939, e culminò con la chiusura dell’Opera nel 1940. Diversi Ufficiali furono internati ed altri mandati al confino.

Nel 1944, a seguito dell’avanzata delle truppe alleate, riaprirono tutte le comunità del centro-sud, sino a Firenze. Nel 1945 l’Esercito riprese ufficialmente le attività, distinguendosi negli anni successivi per meritorie opere di assistenza come nell'alluvione del Polesine nel 1951, nell’inondazione dell’Arno nel 1966, nei terremoti del Belice nel 1968, del Friuli nel 1976 e dell’Irpinia nel 1980.

Attuale diffusioneModifica

A livello mondiale, l’Esercito della Salvezza è arrivato nel 2005 ad essere operante in 111 nazioni, nelle quali continuano ad essere vissute ed applicate le stesse metafore militari in uso ai tempi del Fondatore.

La confessione di fede dell’Esercito della Salvezza, con la sua enfasi sulla certezza interiore della salvezza, rivela chiaramente le origini wesleyane di questo movimento. Questi sono gli 11 articoli:

  1. Noi crediamo che le Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento sono ispirate da Dio e che esse sole costituiscono la norma divina della fede e della pratica cristiana.
  2. Noi crediamo in unico Dio, infinitamente perfetto, Creatore, Preservatore e Governatore di tutte le cose, unico legittimo oggetto di culto.
  3. Noi crediamo che in Dio vi sono tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, indivisibili nell’essenza e uguali in potenza e gloria.
  4. Noi crediamo che nella persona di Gesù Cristo la natura umana e quella divina sono unite in modo tale che Egli è veramente e propriamente Dio e veramente e propriamente uomo.
  5. Noi crediamo che i nostri primi padri furono creati in stato di innocenza, ma, per un atto di disobbedienza, perdettero la purezza e la felicità, ed in conseguenza di ciò tutti gli uomini si trovano in stato di peccato e di completa corruzione, e pertanto sono giustamente esposti all’ira di Dio.
  6. Noi crediamo che il Signore Gesù Cristo, mediante il proprio sacrificio, ha espiato il peccato di tutto il mondo, affinché chiunque crede sia salvato.
  7. Noi crediamo che il pentimento verso Dio, la fede nel nostro Signore Gesù Cristo e la rigenerazione mediante lo Spirito Santo sono necessari alla salvezza.
  8. Noi crediamo alla giustificazione per grazia mediante la fede nel nostro Signore Gesù Cristo, e il credente ne porta la testimonianza in sé stesso.
  9. Noi crediamo che il mantenersi salvo (in stato di grazia) dipende dalla fede perseverante ed obbediente in Cristo.
  10. Noi crediamo che è un privilegio di tutti i credenti essere «completamente santificati» e che «lo spirito, l’anima e il corpo possono essere conservati irreprensibili per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo» (I Tess. 5,23).
  11. Noi crediamo nell’immortalità dell’anima, nella risurrezione del corpo, nel giudizio universale alla fine del mondo, nella felicità eterna dei giusti e nella punizione eterna dei malvagi.

La lotta intrapresa dall'Esercito è riassunta dalle parole che Booth scrisse poco prima di morire il 9 maggio 1912 di cui si riporta una sintesi:

  • Fin tanto che dei bambini avranno fame io lotterò
  • Fin tanto che degli esseri umani andranno in prigione io lotterò
  • Fin tanto che ci sono delle vittime della dipendenza io lotterò
  • Fin tanto che qualcuno è costretto a vendere il suo corpo io lotterò
  • Fin tanto che qualcuno è privo della luce di Dio io lotterò
  • Lotterò fino alla fine

Bibliografia in lingua italianaModifica

  • David Armistead, Cristiani in divisa: un secolo di storia dell’Esercito della Salvezza fra gli italiani (1887-1987), Torino, Claudiana.
  • Giorgio Bouchard, «L’Esercito della Salvezza» in “Chiese e movimenti evangelici del nostro tempo”, Torino, Claudiana 2006.
  • John Coutts, Ciò in cui crediamo: uno studio sulle origini e significato delle dottrine dell’Esercito della Salvezza, Roma, EdS.
  • John Larsson, L’uomo perfettamente ripieno dello Spirito Santo, Roma, EdS.
  • William Metcalf, L’Esercito della Salvezza e i sacramenti, Roma, EdS.
  • Chick Yuill, Ordini di battaglia, Roma, EdS.
  • Aa. vv., Scelto per essere soldato, Roma, EdS.

Collegamenti esterniModifica

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